ABSTRACT

 

Addio Patria, Edizioni Bibblioteca dell'Immagine, 2002, pp 151

Emigranti dal Nord Est.
Se sera 'na porta, se vèrze un porton!
Erano passati i tempi di Marco Caco. Iniziò la Grande Migrazione. Una storia che s'incarna in nomi e cognomi: Piero, Maria, Luigi… con volti e carne, fatica e lacrime di tante persone concrete, che hanno trapiantato l'esistenza in terre lontanissime e a loro sconosciute, oltre l'ultimo orizzonte.

Tra il 1876 e il 1925 se n'andarono dal nostro Paese 15 milioni di italiani. Il conto finale toccherà i 27 milioni, sul finire degli anni Sessanta del Novecento. Schèi e Nord Est. Sintesi di comodo per rappresentare l'arricchimento rapido e diffuso delle regioni orientali italiane. Pochi sanno quale storia e quanti sacrifici stanno dietro a questo risultato. Per un secolo, da queste terre sono partiti milioni di emigranti. Per ogni parte del mondo. Accumulando risparmi, soldo su soldo, ed esperienze di lavoro, spesso autonomo. Chi è rimasto nelle nuove patrie ha profuso umilmente patrimoni di umanità e di lavoro. Qualcuno raggiungendo addirittura il vertice di un settore economico, affermandosi come Rei do cafè in Brasile, oppure come Peanuts King, il re delle noccioline americane negli Stati Uniti, o magari come Rey del vino in Argentina. Chi è tornato, fosse ai primi del Novecento o nel secondo dopoguerra, ha trasferito queste risorse monetarie e di conoscenza nello sviluppo dei suoi paesi. Dando vita a un fenomeno che è oggetto di studio nelle università. Ora, nel Veneto, in Friuli e Trentino, la storia si è capovolta. Dall'estero giungono migliaia di immigrati. Per loro la Mèrica dei nostri antenati è qui. Vengono da realtà umane e sociali che si possono considerare dure e umilianti come quelle da cui fuggirono gli emigranti nostrani più di un secolo fa. Per questo è necessario conoscere le storie della Grande Emigrazione di fine Ottocento dal Nord Est. Un modo utile per comprendere le aspettative e i bisogni di chi arriva. E pensare, con serena consapevolezza, a forme adeguate di integrazione. La profonda umanità delle storie raccolte in questo libro bussa alle coscienze e alla memoria di tutti. In un'Italia dove non esiste regione che non abbia dato il suo contributo all'emigrazione nel mondo.

 
 

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