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Società
multiculturale e relazioni interetniche nell'era della globalizzazione.
E' forse l'interrogativo centrale del XXI secolo: come salvaguardare l'identità
propria e l'altrui in un mondo dove le relazioni s'intensificano. I processi
di mondializzazione spingono verso l'appiattimento delle differenze, toccando
corde sensibili nel profondo delle culture.
La diversità è ricchezza per gli uomini, ma
la tutela dei singoli patrimoni, nel concreto delle culture locali, è
insidiata da logiche economiche prevaricanti come da ideologie totalizzanti.
II rischio di conflitto fra le culture si accresce in pari con la pressione
assimilatrice e le conseguenti tentazioni di chiusura. L'integrazione
costituisce l'urgenza di tutte le società multiculturali. Negli Usa, come
in Australia e Canada, l'abbandono del Melting Pot, il crogiolo dove ogni
cultura doveva sciogliersi per essere riprodotta nello stampo wasp
- bianco. anglosassone, protestante - ha introdotto un nuovo modello di
convivenza definito nella metafora dell'Ethnic Salad Bowl, l'insalatiera
etnica, dove ciascun ingrediente conserva la sua specificità.
E' l'alternativa reale alla "lotta fra le razze" ipotizzata da sociologi
evoluzionisti di fine Ottocento, come Ludwik Gumplowicz, le cui analisi
sono presentate in questo testo. Si ritrovano qui anche le tesi del protosociologo
arabo Ibn Khaldim, che individuò nel XIV secolo lo spirito di comunità
come il centro dei valori collettivi, spiegando le ragioni che sollecitano
alla persistenza culturale. Per i problemi dell'integrazione, in Italia,
in Europa, nel mondo, non esistono modelli precostituiti.
Tuttavia, la consapevolezza delle altrui esperienze e talune considerazioni
della letteratura sociologica delle origini, risultano indispensabili
per capire il presente e introdurre ad un futuro non conflittuale.
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