ABSTRACT

 

Il profumo delle tavole, Editrice Santi Quaranta, 2006, pp. 207

Ci sono tanti libri aulici, noiosi o pretenziosi sulla cucina delle Venezie, Il profumo delle tavole è invece un' opera profondamente diversa. SI distende come un arazzo di temperamento veneto, cioè amicale, teneramente gioioso e conviviale. Esprime con un suo singolare ritmo narrativo e antropologico, le ricchezze e lo spessore della civiltà identitaria, non solo gastronomica, delle genti venete con una viva, interna poesia.
Ulderico Bernardi attraversa le cucine dei Veneti con occhio e divagazione amorosi, compiendo un viaggio gioviale e piacevole, tra tradizione e attualità, rivelando così le qualità materiali ma anche spirituali, della cucina povera, della cucina contadina e della cucina patrizia. Diverte con brio segnalando aneddoti, proverbi, massime, filastrocche, modi di dire, motti di spirito, anche fulminanti, improntati alle varie parlate delle Venezie. "Divaga" con gusto e letizia l'Autore; curioso e intelligente, sapienzale e alla mano,via via componendo un libro sui generis che è come un balletto rusticale di nozze. E così ottiene la simpatia del lettore che sente levarsi dalle tavole imbandite un profumo, una sorta di efluvio visivo che pacifica i sensi e rasserena l'anima.
Sigilla, Il profumo delle tavole, un antologia culinaria chiamata "Dispensa Letteraria", con testi sia in poesia che in prosa, rari, suggestivi e originali, soprattutto sulla Polenta, il Pane e il Baccalà, che attingono anche alla struggente storia della emigrazione veneta nel Barsile del sud.

 
 

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