ABSTRACT

 

Una Terra antica, Cultura Storia e Tradizioni dell'Opitergino, Editrice Santi Quaranta, 2014, pp. 372

Ulderico Bernardi impegna i suoi pedoni, le sue torri, i suoi alfieri, i suoi fulgidi cavalleggeri, fino a dare scacco matto ai re, nel disegnare, in maniera agile, documentata e colta, le mappe di una scacchiera accattivante e poderosa. Una Terra antica parte da Ob Terg, la Oderzo venetica; si sofferma poi su Opitergium, la metropoli di terra del Nordest romano; indugia su Attila e sui Longobardi; consolida l'opinione che i primi fondatori di Venezia fossero opitergini, esuli dalla loro città distrutta. Il libro si allarga curioso e allettante sulla Oderzo veneziana e rinascimentale; lo scrittore si intrattiene, acuto e spigliato, sulla Oderzo austriaca del Lombardo-Veneto, su quella risorgimentale e italiana, dove primeggia la figura di nonna Italia: donna di carattere e orgogliosa della sua identità patriottica. A questo punto l'Autore imprime al volume una svolta significativa, intrecciando la grande storia con le vicende della propria famiglia. Esplora l'emigrazione opitergina di fine Ottocento, diretta soprattutto verso le terre del Mato brasiliano; delinea l'aspra invasione austro-tedesca. Poi la sua penna si fa incalzante a tracciare, con accenti toccanti, l'integerrima figura del padre, Arrigo, fascista mazziniano che sarà ucciso da partigiani locali il 24 marzo 1945, rivelandoci con un documento inedito i loro nomi. Con un'indagine, limpidamente super partes, rende conto del feroce eccidio di Oderzo (fine aprile-primi di maggio del 1945), uno dei misfatti più gravi commessi dalla resistenza stalinista italiana. La scacchiera si distende quindi a coprire il lungo dopo-guerra democristiano, a puntualizzare con affetto l'epopea del riscatto economico-sociale dei metal-mezzadri (neologismo dell'Autore) negli anni Sessanta; il volume si chiude con l'auspicio che Oderzo e il suo territorio (l'Opitergino-Mottense) diventino parte peculiare di una regione agropolitana. Ulderico Bernardi ha dunque edificato un'opera vasta e appassionante, un affresco grandioso e avvincente sulla sua meravigliosa Terra antica; lo ha fatto con una lingua che è storiografica, narrativa e poetica insieme, attenta agli avvenimenti ma più ancora alle persone: dentro ci sono sì i percorsi di una cultura e di una storia particolare, ma soprattutto le ragioni del cuore e della Tradizione viva.

 
 

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