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Culture
e integrazione, FrancoAngeli, 2004, pp. 389
Uniti dalle diversità.
L'accelerazione della mobilità umana porta all'inarrestabile crescita
di contatti e confronti tra culture, diverse per stili di vita e tradizioni.
In questo contesto, l'integrazione è l'unica alternativa civile
al conflitto, per una società stabile, pluralista e multiculturale.
Presupposto del dialogo è la conoscenza e la consapevolezza dei
valori della propria identità culturale, come condizione per il
rispetto dell'altrui, per individuare quel valori essenziali, sovraetnici,
intorno ai quali l’intera umanità - universo di culture che
interagiscono nel formare la cultura universale - può raggiungere
il consenso e partecipare allo scambio.
Questo libro raccoglie e innova una vasta serie di ricerche interno a
temi fondamentali nella loro attualità, fornendo il quadro storico
e sociologico del passaggio dalle teorie assimilazioniste alla
progettualità multiculturale, nelle grandi società d'immigrazione
(Usa, Canada, Australia) e nell'Europa che si va unificando. Indirizzi
economici, coesione sociale, devianza, radicamento nelle comunità
e culture locali, sono oggetto di riflessioni che mirano a contrastare
ogni razzismo, discriminazione e marginalità.
L'ampio apparato teorico-concettuale propone autori contemporanei accostati
ad altri, talvolta rimossi per la loro critica all'ossessione quantofrenica
di sistemi sociali poco propensi a valutare i costi umani del mutamento
e indifferenti alle ragioni della persistenza culturale. II pensiero di
Frédéric Le Play, Simone Weil, Karl Polanyi, Friedrich von
Hayek,,Johann Herder, la dottrina sociale della Chiesa, la cultura delle
autonomie, il ruolo centrale della famiglia, il valore della continuità,
sono capisaldi d'una sollecitazione culturale tesa a riaffermare il vincolo
includibile tra dimensione etica e programmazione sociale.
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