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Del
viaggiare, Franco Angeli , 1997, pp 200
Turismi, culture, cucine, musei open air
Armatevi d'un paio di pistole a due
colpi, e di un trombone a mitraglia, e appena giunti in locanda, prima
di coricarvi guardate sotto al letto e spingete il comò davanti alla porta
della camera. Erano questi i consigli rivolti agli intrepidi viaggiatori
d'altri tempi. Ora il turismo è diventato la prima industria del mondo,
e il problema principale resta il dialogo fra le culture: di chi parte
e di chi accoglie.
Hospes, l'ospite e hostis, il nemico, sono termini che hanno
la stessa antica radice. II confine tra la sacralità del fore-stiero e
il furore contro lo straniero e talvolta fragile.
Quello che si promette questo libro e di introdurre al concetto stesso
della cultura, per favorire il viaggiatore nell'apprezzamento delle diversità.
A partire dai fattori culturali (I'ambiente. la storia, la persona,
le comunità), che disegnano lo scenario, per poi scendere al dettaglio
degli elementi culturali (materiali e non materiali) che la compongono.
Dai millenni remoti delle pitture rupestri, fino al presente, I'accumulazione
di esperienze e di sapienzialità che costituisce il patrimonio specifico
di ciascun popolo, non è sempre facilmente accessibile. Chi viaggia incontra
la tipicità delle culture locali, la verifica nelle architetture, nelle
pietanze in tavola (all'importanza cruciale della cucina sono dedicati
alcuni paragrafi), nelle parlate che risuonano per strada, nei giochi
e nelle feste in piazza. Ma stenta a individuare i valori radicali nel
profondo del costume. Capitolo per capitolo. L'autore introduce a questi
confronti con ricchezza di riferimenti esemplari. Dedicando anche uno
spazio adeguato alle rappresentazioni di culture nei musei etnografici
open air, in Europa e in altri continenti. Un testo che invita
a riflettere, prima di mettersi in cammino fra le culture del mondo. Per
non fraintendere e non essere fraintesi. Non aggredire e non essere aggrediti,
da chi non ci capisce perché non lo capiamo. |
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